A Daikanyama, tra Shibuya, Ebisu e Nakameguro, Tokyo lascia spazio a strade alberate, piccole boutique e luoghi dedicati ai libri, come il complesso T-Site. È questo quartiere a dare il nome alla nuova capsule Saucony, progettata da Josh Fraser, che in passato ha vissuto nella capitale giapponese.
Il riferimento alla città prende forma nel contrasto tra superfici industriali e vegetazione. Brian Moore, Chief Product Officer di Saucony, descrive l’ispirazione attraverso architetture brutaliste, cemento coperto d’edera e acciaio segnato dal tempo. La natura tra le linee essenziali degli edifici suggerisce, nella lettura del brand, una modernità discreta: sulle scarpe, riferimenti al passato e dettagli tecnici si incontrano in un’estetica definita retro-tech.
Questa stessa impostazione attraversa cinque modelli con destinazioni diverse: Kinvara 1, ProGrid Omni 9 e ProGrid Guide 7 sul versante lifestyle; Endorphin Speed 5 ed Endorphin Elite 3 su quello della corsa.

Kinvara e ProGrid: come cambia la parte lifestyle
Nella Kinvara 1 il lavoro parte da un profilo basso e da una tomaia in mesh aperto, il tessuto a rete utilizzato per favorire la traspirazione. Colori sfumati e grafiche aggiornate riprendono il disegno originale, modificandone l’aspetto per questa edizione.
La ProGrid Omni 9 affianca alla tomaia traspirante in mesh misto la tecnologia ProGrid. Saucony presenta questa combinazione come pensata per un’ammortizzazione stabile, un supporto costante e un comfort prolungato nell’uso quotidiano.
Il tema dell’ammortizzazione prosegue nella ProGrid Guide 7, dotata di Grid Technology. Secondo la descrizione del marchio, il sistema è progettato per distribuire uniformemente gli impatti e le vibrazioni durante il passo, contribuendo alla stabilità. Alla tomaia in mesh traspirante si aggiungono dettagli riflettenti.

Endorphin Speed 5 ed Elite 3: nylon e carbonio per la corsa
Passando alle Endorphin, la stessa ispirazione cromatica accompagna strutture sviluppate per correre. Nella Endorphin Speed 5, orientata alla velocità, una piastra in nylon ridisegnata lavora insieme all’ammortizzazione PWRRUN PB. Il progetto punta su leggerezza, reattività e fluidità del passo.
La Endorphin Elite 3 è invece dedicata alla gara. Utilizza schiuma IncrediRUN e una piastra in fibra di carbonio dalla struttura scanalata: nella descrizione di Saucony, questa costruzione punta al ritorno di energia e a una corsa fluida e propulsiva.
È soprattutto qui che la distinzione tra i modelli diventa utile: Daikanyama identifica il tema della collezione, mentre nylon, carbonio e sistemi di ammortizzazione appartengono alle singole scarpe. Il nome comune non le rende equivalenti per destinazione d’uso.

Dalla collaborazione musicale al paesaggio urbano
Il rapporto tra una sneaker e il suo riferimento creativo era al centro anche della Saucony Grid Jazz 9 “Awesome God” con Westside Gunn: in quel caso la serie musicale dell’artista prendeva forma in pelliccia sintetica multicolore, pelle iridescente e simboli personali. Con Daikanyama il punto di partenza diventa invece un quartiere e il suo paesaggio.
Un confronto diverso è offerto dalla New Balance Made in USA autunno-inverno 2026, che distribuisce nuove varianti di 990v4, 992, 993 e 1300 in sette uscite. Il punto in comune è il lavoro su modelli riconoscibili attraverso colori e materiali.
Saucony Daikanyama: prezzi e disponibilità
La collezione arriva a settembre 2026 sul sito Saucony e presso una selezione di rivenditori. I prezzi al pubblico consigliati sono:
| Modello | Prezzo consigliato |
|---|---|
| Kinvara 1 | 160 euro |
| ProGrid Omni 9 | 180 euro |
| ProGrid Guide 7 | 160 euro |
| Endorphin Speed 5 | 200 euro |
| Endorphin Elite 3 | 320 euro |
Per la capsule, Saucony annuncia una gamma di taglie unisex dalla US 3.5 alla US 14.