Un ex magazzino di mattoni rossi che occupa un intero isolato di Manhattan, tre sculture a pavimento firmate da Walter De Maria disposte lungo la passerella, e un parterre che l’11 settembre ha messo insieme musica, cinema e sport: Rosalía, Sadie Sink, Pamela Anderson, Emily Ratajkowski e Katie Holmes sono solo alcuni dei nomi tra il pubblico della sfilata con cui Calvin Klein Collection ha presentato a New York la collezione Primavera 2027, firmata dalla direttrice creativa Veronica Leoni.


Chi è Veronica Leoni, la direttrice creativa di Calvin Klein Collection
Romana, laureata in Lettere, Veronica Leoni si avvicina alla moda attraverso la nonna Quirina, sarta a cui in seguito si ispira per il nome del proprio marchio, Quira, fondato nel 2021 dopo un percorso professionale negli uffici stile di Jil Sander, Céline e Moncler. Quira arriva tra i dieci finalisti del LVMH Prize 2023. Nel maggio 2024 Calvin Klein Inc. annuncia la sua nomina a direttrice creativa di Calvin Klein Collection: Eva Serrano, all’epoca Global Brand President del marchio, dichiara che il percorso di Leoni l’aveva preparata “per questo momento e per l’opportunità di definire una nuova era per Calvin Klein”. Leoni debutta nell’incarico l’8 febbraio 2025 alla New York Fashion Week, con la collezione Autunno Inverno 2025/2026: la sfilata Primavera 2027 è il suo quarto appuntamento alla guida della maison.

Il Minimalismo Americano secondo Veronica Leoni
La sfilata prosegue un percorso che la maison porta avanti da alcune stagioni, quello del Minimalismo Americano. “Il Minimalismo Americano era una disciplina della sottrazione: eliminare tutto ciò che non sostiene l’opera, finché non rimane soltanto ciò che è necessario”, ha dichiarato Veronica Leoni, direttrice creativa di Calvin Klein Collection. “Calvin partiva da questo principio e lo orientava verso il corpo. Io lo rivolgo alla donna che vive dentro quel corpo. Il mio minimalismo comincia da lì, dalla relazione tra il design e il corpo, senza nulla in mezzo. Togliere tutto. Ciò che rimane è il desiderio.”

In un’intervista rilasciata a Harper’s Bazaar Italia dopo la sfilata, Leoni ha raccontato il punto di partenza della collezione con un’immagine precisa: “Sono tornata alla cornice”. L’obiettivo, ha spiegato, è stato quello di “provare a non rendere il minimalismo solamente una giacca nera”, attraverso un processo per cui la designer torna più volte su ogni capo, eliminando progressivamente ciò che appare superfluo. Per questa sfilata Leoni ha scelto di restringere il campo alla sola donna, rinunciando al menswear in passerella, e ha rifiutato l’idea che il minimalismo debba coincidere con abiti piccoli o ridotti: “la mia sensazione è che non possiamo essere troppo piccole”, ha detto, spiegando la scelta di dare ai volumi una presenza tridimensionale. Leoni sintetizza così l’obiettivo della collezione: “presentare un prodotto che fosse immediatamente desiderabile, anche se fatto di niente”.

Cappotti, tailleur e abiti da sera: i capi della collezione
La collezione nasce dai capi fondamentali della maison, il cappotto, la camicia, i completi sartoriali, il pantalone, la gonna a matita e la sottoveste, reinterpretati attraverso proporzioni più lunghe e affusolate oppure segnate in vita. L’abito sartoriale diventa sottile e definito, realizzato in cotone e lana leggera: tra i modelli figura un completo in cotone a tre bottoni, slim ma con la comodità di una T-shirt, abbinato a una giacca dalle spalle più ampie, pensata per essere indossata a strati. Gli abiti sottoveste e gli abiti T-shirt vengono invece reinterpretati come lunghi abiti da sera tagliati di sbieco, il taglio diagonale che segue l’andamento del tessuto e che è tipico delle sottovesti in raso.

Sportivo americano, denim e pelle: tessuti e palette colore
Il linguaggio dell’abbigliamento sportivo americano della collezione passa per T-shirt in maglia di seta extra-fine e maglie da baseball in seta cady, un tessuto di seta pesante e dall’effetto opaco, lavorate a blocchi di colore. Completano la collezione denim, pelle, suede tagliato al laser e delicati accenni di lingerie. La palette attraversa una moltiplicità di bianchi e neri, accompagnati da scarlatto, giallo brillante, blu royal, rosso ciliegia e un delicato color citron, una tonalità di giallo pallido che richiama la scorza del limone. A completarla, un motivo check che riprende una gonna della pittrice statunitense Georgia O’Keeffe, mentre alcuni suoi dipinti notturni ispirano colori e ricami: un riferimento che Leoni lega, nella stessa intervista a Harper’s Bazaar Italia, alla mostra “Georgia O’Keeffe: Living Modern”, allestita al Brooklyn Museum nel 2017 sul rapporto tra gli abiti dell’artista, la sua opera e la costruzione della propria immagine. “L’idea di riuscire a interpretare il guardaroba di una donna così pratica, risoluta e rigorosa è stata una particolare ispirazione”, ha raccontato la designer, definendo questa parte della collezione come quella più legata al lavoro artigianale.

Fasce, sciarpe e borse a forma di origami: gli accessori
Gli accessori sono definiti da funzionalità e praticità. Fasce metalliche fermano i capelli, mentre le sciarpe cadono morbide assottigliandosi in una punta. Le borse aumentano di proporzione, con forme eleganti e strutturate oppure morbide e destrutturate, accanto a una nuova silhouette triangolare che richiama la tecnica dell’origami.

Le sculture di Walter De Maria e la colonna sonora di Kid Harpoon
La sfilata si è svolta al Terminal Warehouse, il magazzino in mattoni che occupa un intero isolato di Manhattan, costruito nel 1891 su progetto dell’architetto George B. Mallory e oggi considerato un punto di riferimento dell’architettura industriale newyorkese. All’interno, tre sculture a pavimento dello scultore statunitense Walter De Maria sono state disposte lungo la passerella, permettendo al pubblico e alle modelle di attraversare lo spazio. La colonna sonora, curata dal producer musicale Kid Harpoon, ha visto la partecipazione di Laurie Anderson e Solange, inserite in una partitura composta da figure sonore sostenute e ripetitive. Per Leoni le sculture di De Maria non sono solo un elemento scenografico: nell’intervista a Harper’s Bazaar Italia racconta di aver ritrovato nel lavoro dell’artista il principio della ripetizione, poi trasferito agli abiti attraverso il ritorno delle stesse silhouette lungo la collezione. “Questa idea che ripetere sia una sorta di mantra, sia una sorta di metodo, è stata una pratica molto importante”, ha detto, definendo la scelta “liberatoria”. Nel teaser dello show, la voce di Laurie Anderson recitava: “La pratica più autentica del minimalismo consiste nello stabilire che cosa sia necessario al cento per cento”.


Un parterre tra musica, cinema e sport
Tra gli ospiti che hanno preso parte alla sfilata, tutti vestiti in Calvin Klein Collection, figuravano anche Teyana Taylor, Tate McRae, Ling Ling Kwong, Solange, Gemma Chan, Jason Bard Yarmosky, Misty Copeland, Iris Law, Lila Moss, Sabrina Elba e St. Vincent, insieme a diverse decine di altre persone dei mondi della musica, del cinema, dello sport, della moda e della comunicazione. A questo gruppo si è affiancata una lista più ampia di personalità, tra cui Nara Smith, Wisdom Kaye, Jake Shane e Charli D’Amelio, che nello stesso periodo hanno indossato look ispirati all’universo Calvin Klein, compresi capi delle linee Calvin Klein Collection e Calvin Klein Jeans.
